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Paola

A bordo dal 1995

La mia storia con i Timoria.

Vediamo, quand'é che é cominciata?

Nel 1995, quando registrai alla radio un concerto che tennero a Milano il 18 Dicembre.

Conoscevo già qualcosa ma quel concerto ebbe l'effetto di accendere la miccia. Questa storia ha avuto alti e bassi, ma ora é lanciata a mille! Ma forse é meglio andare con ordine.

A sedici anni avevo due album: Viaggio senza vento e 2020 speedball. E mi piacevano da impazzire, non mi stancavo di ascoltarli e anche di "stonare" qualcosa con la chitarra: avevo recuperato gli accordi di alcune canzoni di 2020 e la mia vena canterina era al massimo.

Il 1997 fu importante per me perché compivo 18 anni, conobbi Eta Beta e quello che ora é il mio ex- ragazzo. Una persona con cui oltre altre cose, avevo in comune l' "insana" passione per i Timoria. E da lì cominciarono i pomeriggi passati ai giardini a suonare e cantare, era bello condividere quella passione con una persona a cui tenevo. Ma mi sono accorta solo di recente che avevo subìto anche un bel lavaggio di cervello.

Infatti un giorno dell'agosto del 1999 mentre sfogliavo un quotidiano della mia regione lessi una notizia sconvolgente: Francesco Renga non era più sulla "nave".

Io, anche se scioccata, dicevo che forse non sarebbe cambiato niente.

Il mio ex, invece, che era un "renghiano" all'ultimo eccesso e aveva, lo capisco solo ora, una spiccata antipatia per Omar (certe persone l'hanno definita invidia) diceva che oramai si erano fottuti , lo spirito non sarebbe stato più lo stesso, sarebbero diventati sicuramente commerciali al punto da fare schifo.

Inutile dire che, ingenua, mi lasciai trascinare. Eppure, la prima volta che sentii Deserto, non mi dispiacque: la voce di Sasha non era quella di Renga, ma io lo spirito dei Timo ce lo trovavo lo stesso.

Nonostante ciò fino all'anno scorso ho continuato ad ascoltare solo i pezzi pre-Sasha. Il cambio di rotta cominciò quando vidi il video di Sole spento " Questa é una canzone da Viaggio senza vento!" pensai. Ma proprio nel periodo in cui decido di riavvicinarmi, succede il patatrac: il mio ragazzo di punto in bianco mi lascia. Non sto a parlare di quanto ho sofferto, dico solo che se già non ascoltavo le nuove canzoni, ho passato un anno senza ascoltare nemmeno le vecchie. Faceva troppo male.

E quest'anno, quando già mi ero ripigliata un po' ho ripreso i contatti con delle amiche (anche loro Timo-dipendenti)con le quali c'era stato un allontanamento. Sono state loro che mi hanno riavvicinato ai Timo e le ringrazio: senza le ombre del dolore passato, la musica mi arrivava nuovamente chiara, nitida e meravigliosa!

E quella nuova era bella quanto quella vecchia. Sono state sempre queste amiche che mi hanno portato al mio primo concerto. Il giorno é stato memorabile: 150 persone al massimo perché la pro-loco del paese (VERGOGNA!) non aveva pubblicizzato l'evento, noi in prima fila abbarbicate sulle transenne a cantare e saltare.

Loro sono stati meravigliosi, eravamo davvero pochi ad essere seriamente interessati, ma per noi non si sono risparmiati: hanno suonato come se fossimo stati 20.000. Ed è stato bellissimo sentire Sangue impazzito senza avvertire la mancanza di Renga, come se a cantarla fosse sempre stato Sasha.

La magia era intatta.

Ed é stato bellissimo ascoltarla senza avvertire più alcun rimpianto, sentendo solo la gioia di essere lì in quel momento di "pace, amore e rock n' roll". Non scorderò mai l'emozione di quella sera.

E sono felice di provarne di nuove ogni giorno accompagnata come prima dalla musica di Omar, Illorca, Diego, Sasha, Enrico e Pippo.

 

Paola, 27 settembre 2002

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